La Mostra

Qhapaq Ñan,
il grande cammino delle Ande

L’IILA – Organizzazione internazionale italo-latino americana realizza un progetto inedito per l’Italia, che rappresenta tutte le anime che in questa organizzazione convivono, ovvero quella culturale, socio-economica, tecnico scientifica e di cooperazione allo sviluppo. Si tratta della mostra dedicata al Qhapaq Ñan, il grande cammino delle Ande, il sistema viario andino creato dagli Incas sulla base di infrastrutture preincaiche, le cui ramificazioni arrivano a toccare sei Paesi dell’America Latina: Argentina, Bolivia, Cile, Colombia, Ecuador e Perù, per un totale di oltre 30.000 chilometri. Questo Cammino attraversa una delle aree geografiche più estreme al mondo, che va dai 6.000 metri delle vette delle Ande, passando per aridi deserti e foreste pluviali, fino a raggiungere le coste. Ancora oggi il Cammino Inca, potente mezzo di comunicazione, è oggetto di studio nei più svariati ambiti (archeologico, ingegneristico, storico, antropologico e patrimoniale), visto che continua a compiere, come ha fatto per secoli, la sua funzione di connettore tra le comunità, favorendo scambi economici e culturali, proprio come le grandi vie consolari dell’Impero Romano.

Il Qhapaq Ñan è stato dichiarato Patrimonio Mondiale UNESCO nel 2014, grazie a un complesso processo di cooperazione culturale tra i sei Paesi: in questo senso, è l’unico caso al mondo di costruzione di una narrazione collettiva e congiunta. Questo processo viene raccontato da Nuria Sanz, coordinatrice del progetto di candidatura del Cammino a Patrimonio Mondiale, esperta dell’argomento e principale promotrice del Qhapaq Ñan, mettendo in evidenza il lavoro collettivo portato avanti dalle sei Segreterie del Qhapaq Ñan e dall’UNESCO. La mostra, con la varietà di tematiche affrontate, rappresenta un’occasione unica per conosceresotto vari punti di vista il territorio del Qhapaq Ñan, tenendo presenti gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, che l’IILA, essendo anche Osservatore ONU, porta avanti nel proprio lavoro: promozione di una crescita sostenibile con enfasi sul turismo responsabile, salvaguardia delle comunità, del patrimonio immateriale e dei saperi ancestrali, stimolo all’innovazione, sviluppo della sicurezza alimentare e dell’agricoltura sostenibile, cooperazione tra i Paesi, archeologia, storia, artigianato, arte contemporanea, fotografia. Tutto questo è “Qhapaq Ñan, Il grande cammino delle Ande”.

A dimostrazione che il Qhapaq Ñan sia un patrimonio vivo, che coniuga passato, presente e ricchezza simbolica, l’arte contemporanea fa da contrappunto ai saperi ancestrali, mostrando come questi e la cosmovisione andina abbiano ispirato opere di artisti quali Gracia Cutuli (Argentina), Joaquín Sánchez (Bolivia), Cecilia Vicuña (Cile), Gabriel Vanegas (Colombia), Estefanía Peñafiel Loaiza (Ecuador), Mariano León (Perù). José de Nordenflycht, storico e critico d’arte, esperto in patrimonio in relazione alla produzione contemporanea, è il curatore di questa sezione della mostra. Uno sguardo ugualmente contemporaneo, ma dal punto di vista della fotografia documentale, lo possiamo trovare nella cronaca visiva del fotografo cileno Claudio Pérez, che dà il suo contributo alla mostra con una serie di ritratti dei volti del Qhapaq Ñan.

Per la realizzazione di questo progetto, l’IILA si avvale della collaborazione dei sei Paesi coinvolti, attraverso le rispettive Ambasciate e le Segreterie Tecniche del Qhapaq Ñan; del MUCIV – Museo delle Civiltà, che ospita la mostra e presenta una selezione del proprio patrimonio archeologico originario dei luoghi del Qhapaq Ñan; di AICS – Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, che lavora nei territori del Cammino per la salvaguardia, messa in valore e documentazione del patrimonio materiale e immateriale; di CIDAP – Centro Interamericano de Artesanías y Artes Populares, che mostra come l’artigianato contemporaneo rappresenti un’eredità viva della cultura latinoamericana; di ICCROM – International Centre for the Study of the Preservation and Restoration of Cultural Property, che grazie alle immagini scattate da Alva Balderrama ci restituisce le suggestioni del Qhapaq Ñan degli anni ’70 – ‘80; dei promotori e realizzatori del progetto INCAmmino, per lo sviluppo economico delle comunità rurali; del CNR – Consiglio Nazionale delle ricerche, che con la mostra “Al di là del visibile”, realizzata in collaborazione con l’Università di Varsavia, illustra come la tecnologia più avanzata in ambito geofisico sia stata applicata all’archeologia. Il Qhapaq Ñan è uno splendido modello di integrazione, da valorizzare e riproporre in chiave contemporanea, in un momento in cui l’aggregazione è fondamentale per affrontare le sfide globali, ancora più ardue in tempi di pandemia. Il Qhapaq Ñan, con la sua conformazione e le buone pratiche di cooperazione internazionale che lo hanno portato ad essere Patrimonio Mondiale, ci ricorda che la creazione di reti, al di là dei confini nazionali, è sinonimo di crescita sociale e culturale.

Antonella Cavallari
Segretario Generale IILA